Il fisco inglese a caccia di redditi immobiliari in Italia

N&T Plus – Il Sole 24 Ore – 26/04/2021


Nella casella delle lettere degli italiani che vivono in Gran Bretagna sta arrivando una pioggia di lettere da Hmrc (Her Majesty Revenue & Custom), l’agenzia delle Entrate inglese. Il tono è categorico: «Abbiamo informazioni che lei abbia percepito redditi o guadagni all’estero, sui quali deve pagare le imposte in Gran Bretagna».

La casistica è enorme, infatti nel Regno Unito vivono 700mila italiani ufficiali (quelli registrati dal consolato generale nell’elenco Aire), ma il numero effettivo è molto più alto. E molti di loro, anche chi fa il barista da Costa Coffee o Caffè Nero, hanno una casa in Italia, spesso regalata o ereditata dai genitori. Al mondo l'Italia è il paese con il più alto tasso di case di proprietà. E, magari, quando si sono trasferiti in Inghilterra hanno locato i loro immobili. Su quell’affitto hanno pagato le tasse in Italia, ma non é sufficiente. infatti il principio generale di territorialità è che case e appartamenti si tassano sempre nel Paese dove sono, appunto perché appunto immobili. La presunzione del divieto di doppia imposizione, invece ha indotto molti italiani residenti in Gran Bretagna in errore.

Tutto questo non è un accanimento contro l’ltalia, ma un effetto collaterale della normativa Crs (Common reporting standard), introdotto dall’Ocse, cioè l’obbligo di comunicare al fisco di ogni Paese i dati bancari dei residenti esteri.